Gli Spagnoli
Gli Arabi (IX sec. - XI sec.) Hanno dominato per circa due secoli introducendo innovazioni agricole rivoluzionarie (coltivazione degli agrumi, pistacchi, melanzane, cotone) e il sistema di canalizzazione dell'acqua. Hanno trasformato Palermo in una capitale splendida, ricca di mercati, giardini e moschee. Hanno inoltre influenzato molti termini linguistici siciliani e la tradizione dolciaria (es. la cassata e la granita). Gli arabi hanno lasciato parole legate alla natura all'agricoltura e vita quotidiana tipo ZAGARA, GIUGGIULENA, ZIBIBBU, RABBIARI, GEBBIA, CARRUBBA.I cuochi Arabi erano molto meno bravi di quelli siciliani, ma, dal connubio delle due cucine, nascono imperituri capolavori nella pasticceria e gelateria la trionfale cassata il cannolo le caratteristiche sfince, la pasta con le sarde, le arancine, il couscous.
Usi e costumi degli Spagnoli
Nel periodo spagnolo gli abiti divennero più rigidi, scuri e ricchi di velluti e merletti. Il ventaglio era obbligatorio e serviva a comunicare messaggi segreti. Un gesto del polso poteva dire “ sì e no” o perfino “ti sto osservando”. Gli spagnoli, quando controllavano le merci, ripetevano sempre “tallar”,cioè “osserva bene". Così Tallar, nella lingua parlata,diventò” taliari”,si ma con quell’aria da investigatore privato, che solo un siciliano sa fare. Gli spagnoli dicevano spesso “me voy a recrear”, cioè mi ritiro un attimo per stare bene. In Sicilia la frase diventò arricriàrisi. Un giorno un ufficiale spagnolo chiese a un soldato siciliano se fosse in “riposo”. Il siciliano, senza scomporsi, rispose «Riposo? No mi stai arricriannu .Fu così che “recrear”, ascoltato mille volte, venne assorbito, piegato, addolcito e diventò arricriàri non solo “riposare”, ma stare bene mentre fai qualcosa che ti piace .